Manuale dello scrittore
L’alchimia della scrittura: tecnica e talento
Come costruire un romanzo
Un’emozione, una suggestione, il desiderio di raccontare qualcosa che ci ha particolarmente colpito: è da questi spunti che nasce un romanzo. È poi la nostra fantasia ad arricchire la vicenda che si intende narrare. Come però abbiamo già avuto modo di sottolineare, la fantasia va sempre accompagnata dalla tecnica: il romanzo va “costruito”, il meccanismo narrativo va curato nei minimi particolari.
Partendo dall’idea iniziale, bisogna innanzitutto creare uno scheletro: fornire al romanzo una struttura interna, attorno alla quale si faranno poi ruotare tutte le altre componenti. Si passa poi all’intelaiatura della trama, cioè la narrazione di tutto ciò che succede nel romanzo. In questa fase è bene utilizzare una scrittura piana, limitando i dettagli ed evitando l’eccesso di informazioni.
L’incipit deve essere folgorante, in modo da instaurare da subito un buon rapporto con il lettore. Un inizio noioso, problematico o evanescente finirebbe con l’allontanare il lettore: il segreto allora è affascinarlo con un inizio accattivante, intrigante e poi sforzarsi di tenerlo inchiodato al testo quel tanto che non gli permetterà più di abbandonarlo.
Un’attenzione particolare andrà riservata ai personaggi: è attorno a loro che ruota un romanzo e per rimanere impressi dovranno avere una loro forte caratterizzazione personale. Non bisogna sforzarsi di creare personaggi perfetti; anzi, il nostro consiglio è di renderli “umani”, colorando i buoni di qualche neo e dotando i cattivi di qualche sentimento positivo. In questo modo per il lettore sarà più facile il processo di identificazione.
Per dare sostanza ai personaggi è necessario costruire dialoghi incisivi e realistici: è attraverso le parole pronunciate dagli stessi personaggi che viene fuori il loro modo di essere. Attraverso i dialoghi, quindi, si verifica la “tenuta” del personaggio.
A questo punto il grosso del lavoro è fatto: incipit, trama, personaggi, dialoghi e stile sono stati controllati. Bisogna solo pensare alla chiusa: e il finale è importante tanto quanto l’incipit. Di finali ce ne possono essere tantissimi; l’unico consiglio è cercare di non essere scontati. È la chiusa che lascia il sapore del libro, e in base alle sensazioni che si trasmettono il lettore deciderà se accordare fiducia allo scrittore e leggerne anche il secondo romanzo (oppure buttarlo nel dimenticatoio).
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