“Repossi rivendicò sempre la sua condizione di lavoratore manuale anche con un po’ di ostentazione, come quando si defi niva negli Annuari parlamentari “operaio tornitore in metallo”: un atteggiamento orgoglioso di appartenenza di classe presente in strati operai professionalmente qualifi cati conservatosi fi no all’avvento del sistema fordista (tipica in questo senso l’espressione popolare che defi niva i tornitori più abili in grado di “fare i baffi a una mosca”).
Il suo impegno nelle organizzazioni operaie di base, la FIOM e la Camera del lavoro di Milano, copre l’intero arco della sua militanza, mentre quello politico fu più breve, indicativo di una sua precisa scelta.
Ma come gli incarichi che ebbe al vertice di organizzazioni politiche e sindacali negli anni del primo dopoguerra furono da lui più subìti per senso del dovere che ricercati, così nel sindacato non fu attratto dalla carriera di funzionario, e a chi alla Camera gli rinfacciava di non aver mai lavorato, rispondeva “Da quando avevo nove anni sino a trentacinque io sono sempre stato all’offi cina a lavorare! Sappiano i colleghi che io non son mai stato un organizzatore di professione” (dalla Presentazione).
Giovanni Artero
GIOVANNI ARTERO (Torino 1946) bibliotecario del Consiglio regionale della Lombardia, si interessa di storia del movimento operaio e socialista.
Ha pubblicato "guida delle biblioteche speciali in Lombardia" (1991), “Il punto di Archimede. Biografia politica di Raniero Panzieri” (2007), "Luigi Repossi. Vita di un operaio rivoluzionario" (2008); "Le assocociazioni dei lavoratori nella Lombardia del nord-ovest" (2008), e le biografi e di Costantino Lazzari e Oddino Morgari sul sito “www.antifascismo.too.it”.